27 giugno 2005

Il benvenuto del Segretario Generale del Piemonte Antonio Ferrari



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Un caloroso benvenuto alle compagne ed ai compagni che vengono in Piemonte, a Torino, per partecipare alla annuale festa nazionale di Liberetà.
Torino è una città poco conosciuta, troppo spesso vista solo come città industriale, la città dell’automobile, della Fiat ed i suoi operai, dei suoi travet, una città grigia di gente che ordinatamente lavora e vive.
Nulla di più sbagliato. Torino è una città ricca di storia, di cultura, di arte e di artisti, di lavoro e di grandi passioni civili, politiche, sindacali.
La città è cresciuta, accanto alle suggestive vestigia dell’età romana e medioevale, tra il cinque,sei e settecento è stata progettata per divenire la città – capitale dei Savoia al di qua delle Alpi: prima la cittadella militare fortificata, poi i palazzi del potere, le grandi piazze, le chiese.
Torino che, nell’ottocento, scopre la sua vocazione italiana e dona idee, energia e uomini ai moti prima per ottenere lo Statuto poi per l’indipendenza e l’unità nazionale. La stessa Torino che cento anni dopo donerà idee, energie e uomini all’antifascismo, alla resistenza, alla liberazione dell’Italia. Torino prima capitale d’Italia. Torino che mantiene nel tempo una impronta civile e un tono culturale da capitale. La Torino di Gramsci e di Gobetti, di grandi pensatori laici come Bobbio e Galante Garrone ma anche del cattolicesimo sociale di Don Bosco e del Cottolengo.
Una città culturalmente viva nel tempo: l’università, le grandi case editrici, in primis l’Einaudi, il cinema, la radio, la televisione, la moda, i teatri, la musica colta e quella giovane, i grandi musei, l’Egizio il secondo dopo quello del Cairo, ma anche ampi spazi all’arte moderna e contemporanea.
La Torino operaia delle grandi fabbriche metalmeccaniche della Fiat, tessili, chimiche e alimentari.
La Camera del Lavoro fu fondata nel 1891 la prima in Italia con Milano e Piacenza.
Le grandi lotte: grandi conquiste e cocenti sconfitte. La capacità di risorgere. Un movimento operaio e sindacale maturo in grado di conquistare e consolidare risultati e diritti e di lottare per la loro difesa, Oggi combatte una pesante battaglia in difesa dei posti di lavoro e per il superamento della crisi produttiva che scuote il nostro sistema industriale.
Torino e la sua gente, una città multietnica sommatorie di popoli e di razze sedimentate da immigrazioni successive dalle campagne dalle regioni povere del Nord, dal Sud d’Italia e poi da tutto il mondo. Immigrazioni contrastate ma poi gradualmente assorbite, collante il lavoro industriale che ora non c’è più.
Torino costretta, da sempre, a reinventarsi il futuro.
Accadde dopo l’unità d’Italia. Torino, capitale per poco, con il trasferimento a Firenze si trasformò da città capitale a città industriale e manifatturiera con la moda, il cinema, la radio e soprattutto investendo sull’affermazione dell’industria automobilistica.
Oggi di nuovo. La risposta alla crisi produttiva richiede di riconquistarsi il futuro: mantenendo l’industria e la produzione di auto, sviluppando i settori più innovativi, spendendo meglio la posizione di Torino, di cerniera con l’Europa, per nuove attività, far si che le Olimpiadi possono rilanciare nel mondo l’immagine turistica del nostro territorio.
Benvenuti, dunque a Torino e buon soggiorno.
Torino è bella anche se un po’ chiusa. E’ come una noce per gustarla devi rompere il guscio. Passeggiate allora sotto i suoi portici, parlate con le persone, prendete un caffè nei bar storici, godete dei monumenti, delle piazze, delle architetture civili e industriali, guardate le opere che si stanno costruendo per le Olimpiadi.
Torino vi piacerà.Buona Festa di Liberetà.

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