01 luglio 2005

“DIRITTI SENZA ETA’: A RISCHIO OGGI COME IERI”


1 luglio 2005
Cinema Lux

Ne discutono con Betty Leone Chiara Saraceno e Rossana Rossanda
Coordina Giorgio Nardinocchi direttore di Liberetà



“Nuovi diritti e terza età: invecchiare nella società dell’informazione” è il titolo dell’incontro promosso oggi al Tetro Lux di Torino dal sindacato pensionati italiani Spi-Cgil, in occasione della XII Festa di LiberEtà, il mensile del sindacato. L’incontro apre il secondo giorno della kermesse promossa dai pensionati nel capoluogo piemontese per festeggiare il giornale, centonovantamila copie al mese in abbonamento, al suo 55esimo anno di vita.

La platea del cinema Lux al completo ha ascoltato gli interventi di Chiara Saraceno, sociologa, Rossana Rossanda, editorialista, Vanna Lorenzoni, segretaria della Camera del Lavoro di Torino, Betty Leone, segretaria generale dello Spi Cgil. Il dibattito è stato condotto da Giorgio Nardinocchi, direttore di LiberEtà.

Vanna Lorenzoni, ha sottolineato le difficoltà di una città in cui esiste una realtà riconosciuta di nuove povertà. Centomila pensionati al minimo e centomila persone stimate dalla Caritas al di sotto della soglia della povertà. “Non si tratta solo di clochard – ha precisato Lorenzoni - ma di anziani, giovani, immigrati, persone che hanno perso il lavoro.”

Betty Leone ha ricordato l’importanza di una città simbolo come Torino, modello per le relazioni industriali, ma anche simbolo di un percorso realizzato nell’ambito della costruzione di politiche sociali. Leone ha sottolineato che i problemi che attraversano la città in realtà riguardano l’intero Paese, sull’orlo di una crisi strutturale e preoccupante.

“Ignorare gli anziani – ha aggiunto Leone – è una prassi diffusa tra i media, che sono abituati a trattarli in base a due spinte contrapposte: sottolineandone rispettivamente la debolezza, rispetto alle condizioni di salute, e il peso che gli anziani comportano nella società rispetto alle politiche sociali. I media ignorano gli anziani nella loro titolarità di persone, così come ignorano la loro rappresentanza. Nonostante l’Italia sia l’unico paese al mondo che ha pensato ad una rappresentanza degli anziani di natura sindacale”.

Chiara Saraceno ha sottolineato l’invecchiamento come fenomeno positivo. “L’invecchiamento è una conquista – ha detto Saraceno – una risorsa per tutti coloro, le famiglie per prime, che usufruiscono del ruolo sociale svolto dagli anziani. L’invecchiamento è positivo perché abbiamo conquistato anni alla vita. Anni di vita buona, in salute, ma anche una fetta di anni suscettibile di invalidità e fragilità. Ma ricordiamoci che non necessariamente vecchiaia è sinonimo di invalidità”.

Rossana Rossanda, ha ricordato che esiste un modello culturale che ha purtroppo soppiantato gli ideali e i valori in cui hanno creduto le vecchie generazioni. Viviamo in una società in cui chi non produce e non vende non esiste e in cui il mercato è il solo protagonista. “Anche i mass media – ha spiegato la Rossanda – hanno finito con l’accettare la vittoria dell’economia di mercato e dunque hanno finito con il privilegiare l’immagine di una persona giovane, forte e produttiva, dimenticando gli anziani. Solo i pubblicitari probabilmente guardano gli anziani con occhio affettuoso: probabilmente solo perché siamo potenziali acquirenti del prodotto da loro pubblicizzato.

Dobbiamo però smettere di sentirci colpevoli per aver voluto un mondo diverso e non essere riusciti a costruirlo. Dobbiamo agire concretamente per affermare i nuovi diritti e difendere i diritti acquisiti, quotidianamente messi in discussione.”

Silvia Asoli

Torino, 1 giugno 2005

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