Vincenzo Scudiere, Betty Leone, Antonio Ferrari, Guglielmo Epifani.
Sul palco del cinema Lux per concludere la XII Festa nazionale di Liberetà.
Un benvenuto ed un arrivederci a Torino, città da conoscere e da degustare con pazienza..
Città ospitale che nonostante il caldo ha saputo accogliere i 350 pensionati dello SPI.
Dopo i saluti non formali di Scudiere e Ferrari, e la consegna della tessera ad honorem ad Arnoldo Foà, la segretaria generale dello Spi Betty Leone, ha preso la parola di fronte ad una platea al completo.
Betty Leone ha ricordato che è necessario oggi dare un nuovo indirizzo all’economia, dare segnali che le cose possono e devono cambiare. Leone ha ringraziato la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, per aver rispettato gli impegni presi in campagna elettorale, ed aver abolito i ticket sui farmaci generici. “Cambiare è possibile – ha aggiunto Betty Leone – e Bresso ce lo sta dimostrando”. Betty Leone ha ricordato che esistono molti pensionati poveri e che bisogna costringere il governo su due strade: controllare prezzi e tariffe, e nello stesso tempo adeguare le pensioni al costo della vita.
Leone ha ricordato l’iniziativa dei pensionati sul tema della non autosufficienza, problema che riguarda una larga parte di pensionati anziani.
“Abbiamo intenzione di presentare una proposta di legge popolare – ha spiegato Betty Leone – che pensi a garantire i livelli di assistenza ai cittadini, anziani e non. I livelli di assistenza sono nazionali e lo stato li deve finanziare. I diritti devono essere definiti nazionalmente, anche se devono essere fruiti localmente”.
Guglielmo Epifani ha aperto il suo intervento conclusivo complimentandosi con LiberEtà, “ la più bella rivista di tutta la Cgil”. Epifani si è soffermato a lungo sulla situazione economica ed industriale di Torino, “città- metafora di un movimento sindacale che non si rassegna”.
“La forza del sindacalismo confederale – ha detto Epifani -sta nella possibilità di superare i problemi e le crisi. Abbiamo il dovere, per la nostra gente e per il paese, di indicare il cambiamento possibile
Il segretario generale della Cgil si è inoltre soffermato sulla condizione dell’anziano.
“C’è qualcosa di amorale nei comportamenti e nelle scelte di questo governo che ha costruito la sua promessa elettorale sulle politiche a favore dei pensionati e degli anziani, e proprio nei confronti di questi soggetti è invece stato latitante”.
“Dovremmo chiedere al governo – ha aggiunto Epifani - i punti che la piattaforma dei pensionati avanzava, insieme all’equità fiscale, insieme al controllo dei prezzi e delle tariffe, insieme a misure immediate che diano sollievo alla condizione degli anziani”
“Mai avrei immaginato una crisi economica così grande. Mai avrei immaginato il disastro che attraversa oggi il nostro Paese. Non è vero che questa crisi riguarda tutta l’Europa. Riguarda essenzialmente noi che siamo insieme il Paese che sta più fermo e il paese in cui il debito aumenta di più. Questo governo non può essere la medicina del paese perché è tra le principali cause del dissesto”.
Silvia Asoli
04 luglio 2005
Per una nuova Italia:benessere lavoro e tutele sociali
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