L’Italia è un paese in crisi. Un paese da riprogettare, come dice il documento del XV congresso della Cgil. Ne parliamo con Guglielmo Epifani, alla vigilia dell’inizio delle assemblee di base "In questi ultimi quattro anni - spiega il segretario generale della Cgil - non si è creata ricchezza, non è cresciuto il paese, sono aumentate le diseguaglianze e si è speso di più. E una Finanziaria furba e sbagliata come quella che il governo ha deciso per il 2006 può davvero uccidere ogni speranza di ripresa a breve. Di fronte a questo quadro, che purtroppo non è esagerato - afferma Epifani - il paese non se la può cavare con qualche semplice aggiustamento o con una cosmesi di buone politiche e di buone pratiche. No, se vuole risollevarsi davvero, c’è bisogno di un progetto alto. È questo il cuore del nostro congresso e la sua parola d’ordine. Da una crisi di queste caratteristiche, di questa qualità, di queste dimensioni, alimentata da cause strutturali storiche ma aggravata drammaticamente dalle scelte di questo governo e di questa maggioranza, si esce solo con una riprogettazione del paese, fondata su quattro priorità, sulle quattro parole d’ordine che accompagnano l’idea del progetto: lavoro, saperi, diritti, libertà. Questo è il cuore della proposta politica sulla quale chiamiamo i nostri iscritti a un confronto democratico e a una grande partecipazione, per poi rivolgerla, dopo che il congresso nazionale l’avrà approvata, al paese".
pubblichiamo il testo dell'intervista rilasciata da Epifani a
Rassegna Sindacale
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