dal Sito Nazionale SPI
28 novembre 2005
PensioniM.Piccinini:Il Ministro Maroni è disinformato.
Morena Piccinini, segretaria confederale Cgil interviene sulla materia previdenziale: “Ma quale truffa, ma quale scippo? Maroni farebbe bene a farsi dare informazioni giuste…. Le donne che, al momento dell’entrata in vigore della riforma Amato, avevano già maturato 15 anni di contributi hanno mantenuto il diritto a pensione di vecchiaia con quindici anni. La stessa cosa è avvenuta per quelle che stavano facendo i versamenti volontari! Ma di che cosa parla il Ministro?”Così afferma Morena Piccinini, segretaria confederale Cgil, che continua:“Prima di parlare di donne e di diritti negati –continua la segreteria- il Ministro farebbe bene a farsi dare delle informazioni giuste. Se è vero, infatti, che la riforma Amato ha innalzato il requisito contributivo per il diritto alla pensione di vecchiaia da 15 a 20 anni, è anche vero che con apposita norma sono state salvaguardate proprio le posizioni di coloro che avevano già raggiunto i requisiti minimi o che li stavano raggiungendo con la prosecuzione volontaria.Non c’è stata alcuna truffa, né alcuno scippo, bensì garanzie a tutela dei diritti già maturati o maturandi. In ogni caso con la riforma Dini è stato eliminato il vincolo dei 20 anni, permettendo di maturare la pensione nel sistema contributivo a partire da 5 anni di contributi. Il Ministro Maroni dimentica poi, -prosegue Piccinini - che se c’è una riforma delle pensioni che ha cancellato dei diritti è proprio quella che porta il suo nome. La “controriforma” delle pensioni varata dal Governo Berlusconi ha infatti cancellato la flessibilità dell’età pensionabile prevista nel sistema contributivo ( 3 anni di lavoro in più per le donne, 8 per gli uomini) ed ha inoltre, con il tristemente famoso scalone, completamente cancellato per le donne il diritto alla pensione di anzianità. Se vogliamo parlare di truffe e di scippi possiamo partire da qui!”Infine Morena Piccinini conclude: “Oggi il problema vero è dare la possibilità a tutti, donne, giovani e precari, di sommare periodi contributivi versati in diverse gestioni per maturare un’unica pensione.Il sottosegretario Brambilla afferma che il provvedimento sulla totalizzazione è una questione di civiltà. Anche noi, come Cgil, siamo convinti di questo. Solo che il provvedimento per essere considerato civile dovrebbe eliminare i troppi vincoli posti alla possibilità di totalizzare i contributi. La totalizzazione, infatti deve essere un diritto fruibile da tutti i lavoratori al compimento dell’età pensionabile ed indipendentemente dalla durata del periodo da riunificare.“AM
leggi anche Il governo rinvia la riforma al 2008 e Il Pasticciaccio da RASSEGNA on line
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