03 gennaio 2006

Manifestazione a Milano


TUTTE/I A MILANO IL 14 GENNAIO
CONTRO L'ATTACCO ALLA 194


La legge 194 “Norme sulla tutela sociale della maternità e sulla interruzione volontaria della gravidanza” è una buona legge, frutto di una mediazione politica, sociale e culturale alta.

Già nel 1981, dopo soli tre anni dalla sua entrata in vigore, le cittadine e i cittadini furono chiamati ad un referendum abrogativo: la maggioranza decise di mantenere la legge 194.

Oggi, a più di vent'anni dalla conferma espressa dalle italiane e dagli italiani, siamo di fronte ad un attacco ai consultori familiari, depotenziati nel tempo e ridotti a struttura quasi inutilizzata, senza risorse economiche e umane per svolgere la loro piena funzione, e – conseguentemente – ad un attacco alla legge 194 o meglio, ad un attacco alla libertà e all'autodeterminazione delle donne.

In un clima politico, sociale sempre più preoccupante per la dignità e la libertà delle donne rifiutiamo qualsiasi ingerenza esterna, pressione ed intrusione del governo nelle scelte che riguardano la sessualità, la procreazione libera e consapevole e la tutela della salute delle donne.

Per questo chiediamo:

• Che la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, frutto della grande stagione di mobilitazione delle donne negli anni ’70 e che concretamente e simbolicamente rappresenta il riconoscimento del diritto alla autodeterminazione, sia attuata pienamente su tutto il territorio nazionale, con un adeguato potenziamento del personale dedicato a questo servizio;

• Un forte impegno finanziario del Governo affinché tutta la rete dei consultori in Italia sia sviluppata, rispettando in ogni singola regione la percentuale imposta per legge della loro presenza sul territorio (dove sono andati a finire i 200 miliardi di lire messi a disposizione dalle Regioni con la legge 34/96, un consultorio ogni 20 mila abitanti?); l’ampliamento dell’organico socio-sanitario che in questi anni ha visto un forte impoverimento delle risorse del personale sempre più massiccio, con un pesante aggravio del lavoro per operatrici ed operatori dei consultori; l’adeguamento di tutte le strutture (con un incremento, in particolare, dei consultori per le /gli adolescenti) che restituisca alla comunità un servizio originariamente all’avanguardia in tutta Europa rispetto alle politiche per la promozione della salute, riguardo l’offerta attiva sul territorio, le modalità d’accoglienza, d’ascolto e partecipazione democratica delle donne alla vita degli stessi;

• La presenza di almeno una mediatrice culturale per ogni consultorio;

• L’immediato utilizzo della RU 486 (pillola abortiva) su tutto il territorio nazionale, nel pieno rispetto della legge 194 che nel testo prevede “l’uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell’integrità fisica e psichica della donna e meno rischiose per l’interruzione della gravidanza”;

• L’acquisto della Pillola del giorno dopo (Norlevo) senza ricetta medica.

BASTA INGERENZE SUL CORPO DELLE DONNE!


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