Quali futuri diritti si prospettano per la metà della popolazione europea?
Nell'Unione europea, le donne vivono in media 6 anni più degli uomini. Tuttavia, per una serie di ragioni, sociali e culturali soprattutto, la loro partecipazione alla vita professionale attiva è generalmente meno intensa, più breve e mal retribuita rispetto a quella degli uomini, con ovvie conseguenze dirette per quanto riguarda la maturazione di propri diritti pensionistici futuri.
Ecco alcuni esempi:
- il 33% delle lavoratrici europee sono occupate a tempo parziale, per gli uomini questo accade soltanto nel 7% dei casi;
- il 67,9% dei quadri dirigenti europei sono uomini e solo il 32,1% donne;
- il salario medio delle donne europee è del 15% inferiore a quello degli uomini.
E questo, nonostante il fatto che le donne dispongano in media di titoli di studio più elevati degli uomini.
Queste sostanziali differenze di percorso tra le donne e gli uomini si riflettono, in termini economici, sulle pensioni di oggi e di domani e costituiscono un segnale d'allarme importante quanto all'impatto delle attuali e future politiche pensionistiche sulla condizione di parità economica e sociale tra i due sessi.
Clicca qui per scaricare il Dossier d'approfondimento a cura dell'Osservatorio INCA CGIL per le politiche sociali in Europa
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