In questo 8 marzo 2007, nell’Anno europeo delle pari opportunità, CGIL/CISL/UIL DONNE aderiscono alla campagna del Sindacato internazionale CSI per la protezione della maternità.
In occasione della giornata internazionale della donna, il Sindacato internazionale rilancia e sollecita i Paesi che non lo hanno ancora fatto, alla ratifica della Convenzione OIL n. 183 per la protezione della maternità e della Raccomandazione n. 191 ad essa connessa.
L’Italia è uno dei 13 Paesi al mondo che ha ratificato la Convenzione.
L’azione del Sindacato internazionale non ha solo lo scopo di sensibilizzare i Paesi alla ratifica, ma anche di porre e fare pressione affinché il tema della protezione della maternità sia integrato nella legislazione sul lavoro e negoziata per migliorare le condizioni di vita di milioni di lavoratrici e promuovere l’uguaglianza di genere.
Anche se il nostro Paese è tra i pochi che hanno ratificato la Convenzione OIL, riteniamo che la maternità non sia ancora sufficientemente tutelata, in un mercato del lavoro in forte trasformazione, e tutto ricade quasi esclusivamente sulle donne.
La diffusione dei lavori atipici, le differenze contrattuali tra le categorie creano una difficoltà informativa e di conseguenza dei propri diritti per le donne che spesso trovano come ultima chance quella di lasciare il lavoro.
La nostra battaglia sulla maternità come valore sociale e quindi tutelata in tutte le forme di lavoro ha trovato in parte accoglienza nella legge Finanziaria di quest’anno dove è previsto un trattamento economico alle collaborazioni coordinate per congedi parentali e una copertura della gravidanza a rischio.
Tanto è ancora da fare sul piano legislativo e contrattuale per allargare questi diritti.
Questa azione di informazione del Sindacato internazionale è indispensabile in un momento in cui spesso è messa in discussione la soglia minima dei diritti fondamentali.
L’iniziativa è collegata anche alla campagna di sindacalizzazione della CSI “I sindacati per le donne, le donne per i sindacati”, volta a difendere i diritti delle donne lavoratrici e a favorirne una maggiore partecipazione nelle organizzazioni sindacali, alla quale già aderiamo da tempo
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