20 luglio 2007

Protocollo di intesa Governo parti sociali per la crescita e l'equità

Governo e sindacati hanno raggiunto l'intesa sulla riforma del sistema previdenziale e la modifica dello scalone Maroni.

Gli interventi indicati comportano oneri strutturali a carico della finanza pubblica di 2,5 miliardi di euro a partire dal 2008:
- Previdenza: 1,5 miliardi, di cui 1,3 per la rivalutazione delle pensioni basse e 200 milioni per la totalizzazione dei contributi e il riscatto della laurea per i giovani.
- Ammortizzatori sociali: 700 milioni.
- Competitività: 300 milioni.
Nel corso del 2007 saranno impiegati 900 milioni per l’anticipo delle pensioni basse e almeno 50 milioni per l’avvio dei fondi destinati al credito, per i lavoratori parasubordinati, autonomi e per le donne



Lo “scalone”, che coinvolge 130.000 lavoratori, viene superato con le modalità indicate nella tabella, che assume il criterio dell’età anagrafica minima e delle quote (età più almeno 35 anni di contribuzione). A questo si devono aggiungere le facilitazioni per i lavori usuranti (le categorie comprese nella legge Salvi, più i lavoratori turnisti che lavorano abitualmente di notte e i lavoratori delle linee a catena: circa 1,4 milioni di lavoratori) che potranno scegliere di andare in pensione con tre anni di anticipo rispetto ai requisiti indicati nella tabella. Per i pensionamenti con 40 anni di contributi, per un periodo transitorio, saranno ripristinate le quattro finestre.

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