Il Parlamento ha approvato in via definitiva il Disegno di Legge che recepisce il protocollo d'intesa tra Governo e Sindacati del 23 luglio 2007 su previdenza, lavoro e competitività per favorire l'equità e la crescita sostenibili, nonché ulteriori norme in materia di lavoro e previdenza sociale.
La legge modifica i requisiti di accesso ai trattamenti pensionistici di anzianità e di vecchiaia contributiva eliminando il cosiddetto "scalone"della riforma Maroni,introducendo un sistema più graduale e con la fissazione di "quote" che tengono conto della somma dei due requisiti (età + contributi) in modo crescente a partire dal 1.1.2008 al 1.1.2013 (quest'ultima data viene stabilita dopo una verifica complessiva della sostenibilità finanziaria del nuovo sistema, da effettuarsi entro il 30.9.2012) e stabilisce una nuova disciplina delle decorrenze reintroducendo le quattro "finestre" di uscita sulle pensioni liquidate con 40 anni di contribuzione e introducendo il regime delle decorrenze per le pensioni di vecchiaia.Ricordiamo che l'intero pacchetto del Welfare, contenente la nuova riforma previdenziale, è stato sottoposto alla consultazione di oltre cinque milioni tra lavoratori attivi e pensionati ed ha avuto l'81,62% di voti favorevoli contro il 18,32% di voti contrari.
Con l'approvazione definitiva, perciò, il Parlamento non ha fatto altro che rispettare la volontà della stragrande maggioranza dei lavoratori e dei pensionati.
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